FONDO PATRIMONIALE: OPPONIBILITA’ AI CREDITORI

FONDO PATRIMONIALE:  OPPONIBILITA’ AI CREDITORI

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La Corte di Cassazione con la sentenza n. 23955/17 è intervenuta nel giudizio di opposizione all'esecuzione avanzato da due coniugi, i quali affermavano, a sostegno delle proprie deduzioni, l'esistenza, su alcuni dei beni immobili pignorati dal creditore procedente, della costituzione di un fondo patrimoniale.
L'opposizione era stata rigettata sia in primo che in secondo grado, in quanto, secondo i giudici di merito non era stata raggiunta la prova circa l'opponibilità dell'atto di costituzione del fondo patrimoniale che, infatti, avrebbe potuto dirsi opponibile al creditore solo laddove i coniugi avessero prodotto l’atto di matrimonio con accanto l’annotazione circa la costituzione del fondo.
Invero, in tali casi, l'opponibilità o meno della costituzione del fondo al creditore procedente dipende dall'anteriorità di tale annotazione rispetto alla data di trascrizione del pignoramento.
Nel caso in esame, tuttavia, l'atto di matrimonio non è stato prodotto né in primo grado né in sede di gravame e pertanto i giudici della Suprema Corte hanno dovuto ritenere che i giudici di merito abbiano correttamente rigettato l'opposizione perché destituita di prova.
Dall'applicazione di tale principio ne deriva necessariamente che, benché l'esibizione in giudizio dell'atto di matrimonio recante l'annotazione non sia condizione sostanziale di opponibilità dell'atto ai terzi ex art. 162 c.c, essa, tuttavia, costituisce necessario adempimento dell'onere della prova in giudizio.

Ma vi è più da considerare che gli opponenti avevano ritirato il proprio fascicolo di parte all'udienza di precisazione delle conclusioni senza ridepositarlo; sul punto la Corte ribadisce che, in virtù del principio dispositivo delle prove, il giudice è tenuto a decidere sulla base delle prove e dei documenti sottoposti al suo esame al momento della decisione.
Dacchè il mancato reperimento nel fascicolo di alcuni documenti deve presumersi espressione, in assenza della denuncia di altri eventi che sollevino l'involontarietà della mancanza, di un atto volontario della parte stessa che è libera di ritirare il proprio fascicolo e di omettere la restituzione di esso o di alcuni dei documenti ivi contenuti, cosicchè, il Giudice si pronunci solo sulla base dei documenti posti alla sua cognizione all’atto della decisione.
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